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In evidenza EMOZIONI PRIMARIE E SECONDARIE: CHE COSA SONO E LA LORO FUNZIONE EMOZIONI PRIMARIE E SECONDARIE: CHE COSA SONO E LA LORO FUNZIONE Dott.ssa Romina Oppici

EMOZIONI PRIMARIE E SECONDARIE: CHE COSA SONO E LA LORO FUNZIONE

Costantemente nella nostra esperienza proviamo diverse emozioni, una vasta gamma, che varia da quelle positive a quelle negative.

Fondamentalmente, che cos’è però un’emozione, di cosa si tratta?

Proviamo, dunque, a fare un viaggio in questo mondo, esplorando più da vicino queste “sconosciute” che ci accompagnano per tutta la giornata …e in generale nella vita.

L’emozione consiste in una serie di modificazioni che avvengono nel nostro corpo sia a livello fisiologico, (ad esempio alterazioni respiratorie e cardiache), sia di pensiero, (ad esempio: “… che paura… ” o “… non c’è speranza…”), sia di reazioni comportamentali, come il fuggire o gridare o alterazioni della mimica facciale, che il soggetto utilizza in risposta a un evento.

Sicuramente, se domani dovesse esserci una interrogazione da affrontare o un compito scritto, potremmo provare ansia o paura, dovute al fatto di non sapere bene come potrebbe andare, di non aver studiato abbastanza, di non sapere esattamente quali domande saranno affrontate e quali potrebbero essere i risultati ottenuti. In questo caso, si possono avvertire una serie di modificazioni a carico del fisico, come le farfalle allo stomaco, la secchezza delle fauci, mal di testa, respiro affannoso e così via. Si tratta di indicatori riguardanti lo stato di incertezza che si sta affrontando, perché le aspettative che si hanno sono distanti dalla realtà.

Diversi esperti negli anni hanno studiato le emozioni cercando di definirle e categorizzarle. In particolare, uno psicologo americano di nome Ekman nel 2008 ha eseguito uno studio interessante, grazie al quale ha potuto mettere a fuoco e chiarire alcuni aspetti fondamentali riguardo alle emozioni. Decise quindi di recarsi in un remoto villaggio sulle alture della Papua Nuova Guinea per studiare gli abitanti del posto e verificare se fosse possibile riscontrare anche tra loro le stesse emozioni provate da altri popoli.

Fu proprio seguendo questa tribù che Ekman poté notare come le espressioni di base fossero universali poiché riscontrabili in popolazioni diverse. Decise così di stilare una lista di emozioni divise in primarie e secondarie.

Le emozioni primarie sono emozioni innate e sono riscontrabili in qualsiasi popolazione, per questo sono definite come tali, rimandando ad un concetto di universalità.

Le emozioni secondarie, invece, sono quelle che originano dalla combinazione delle emozioni primarie e si sviluppano con la crescita dell’individuo e con l’interazione sociale.

Le emozioni primarie o di base sono:

  1. rabbia, generata dalla frustrazione che si può manifestare attraverso l’aggressività;
  2. paura, emozione dominata dall’istinto che ha come obiettivo la sopravvivenza del soggetto ad una situazione pericolosa;
  3. tristezza, si origina a seguito di una perdita o da uno scopo non raggiunto;
  4. gioia, stato d’animo positivo di chi ritiene soddisfatti tutti i propri desideri;
  5. sorpresa, si origina da un evento inaspettato, seguito da paura o gioia;
  6. disprezzo, sentimento e atteggiamento di totale mancanza di stima e disdegnato rifiuto verso persone o cose, considerate prive di dignità morale o intellettuale;
  7. disgusto, risposta repulsiva caratterizzata da un’espressione facciale specifica.

Tra le emozioni secondarie invece, vi sono:

  1. allegria, sentimento di piena e viva soddisfazione dell’animo;
  2. invidia, stato emozionale in cui un soggetto sente un forte desiderio di avere ciò che l’altro possiede;
  3. vergogna, reazione emotiva che si prova in conseguenza alla trasgressione di regole sociali;
  4. ansia, reazione emotiva dovuta al prefigurarsi di un pericolo ipotetico, futuro e distante;
  5. rassegnazione, disposizione d’animo di chi accetta pazientemente un dolore, una sfortuna;
  6. gelosia, stato emotivo che deriva dalla paura di perdere qualcosa che appartiene già al soggetto;
  7. speranza, tendenza a ritenere che fenomeni o eventi siano gestibili e controllabili e quindi indirizzabili verso esiti sperati come migliori;
  8.  perdono, sostituzione delle emozioni negative che seguono un’offesa percepita (es. rabbia, paura) con delle emozioni positive (es. empatia, compassione);
  9. offesa, danno morale che si arreca a una persona con atti o con parole;
  10. nostalgia, stato di malessere causato da un acuto desiderio di un luogo lontano, di una cosa o di una persona assente o perduta, di una situazione finita che si vorrebbe rivivere;
  11. rimorso, stato di pena o turbamento psicologico sperimentato da chi ritiene di aver tenuto comportamenti o azioni contrari al proprio codice morale;
  12. delusione, stato d’animo di tristezza provocato dalla constatazione che le aspettative, le speranze coltivate non hanno riscontro nella realtà.

In conclusione quindi, le secondarie sono delle emozioni più complesse e hanno bisogno di più elementi esterni o pensieri eterogenei per essere attivate.

Dr.ssa Romina Oppici

Sono Psicologa e Psicoterapeuta ad indirizzo cognitivo-comportamentale.
Terapeuta esperta EMDR e specializzata nel trattamento di trauma e dissociazione.

Nel mio lavoro, mi occupo di strutturare percorsi psicoterapici, di sostegno e counseling psicologico rivolti ad adulti e coppie.

Ricevo su appuntamento presso uno studio privato sito a Erba, in provincia di Como.

Sito web: www.orpsicologia.it/ Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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